Progetti

Progetto Cl@ssi 2.0

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Premesse

 

La scuola è uno dei pochi ambienti in cui il linguaggio multimediale fatica ad affermarsi. L’introduzione delle ICT troppo spesso è stata segnata da separatezza fisica. Le apparecchiature relegate in aule di informatica, usate sporadicamente, non hanno apportato il loro contributo in termini di innovazione metodologica e di nuove forme comunicative. La scuola ha esorcizzato l’elemento innovativo intrinseco delle ICT e ha cercato di assorbirle in modo indolore, trasformandole di volta in volta in una materia nuova, riducendole a semplice strumento o assegnando loro un’aula speciale, comunque togliendole dal quotidiano, da quello che avviene appunto in aula. McLuhan riflettendo sul ruolo formativo della scuola evidenzia che la scuola odierna mantiene ancora il ruolo che le è stato assegnato in passato, quando le informazioni non circolavano. Al giorno d’oggi questo ruolo erogativo non ha più senso, poiché ci sono molte altre agenzie e strumenti che lo fanno molto meglio. La scuola, che dovrebbe sempre più ritagliarsi un ruolo di educazione all’utilizzo critico e consapevole della massa di informazioni disponibili, non ha ancora recepito le modalità di costruzione della conoscenza efficaci per la “knowledge society” e fa ancora riferimento a una società di tipo “industriale” che non esiste più. La scuola non sta al passo e riconduce la “fluidità” che caratterizza le informazioni dei nostri tempi a rigidi e rassicuranti schemi tradizionali. Gli studenti invece usano molteplici modalità comunicative sempre più spesso supportate da strumenti digitali che non fanno più riferimento alla “linearità” ma alla “metafora della rete” e a strumenti collaborativi per mettere in sinergia le loro intelligenze singole, che così facendo diventano “intelligenza collettiva”. L’adozione di nuovi “abiti tecnologici” da parte degli studenti, che non coincidono più con quelli “fuori moda” dei loro insegnanti, rende la comunicazione tra di essi inefficace e si crea “digital disconnect”. L’azione Cl@ssi 2.0 intende offrire la possibilità di verificare come e quanto, attraverso l’utilizzo costante e diffuso delle tecnologie nella pratica didattica quotidiana, l’ambiente di apprendimento possa essere trasformato. Il progetto “Classe 2.0” è finalizzato a introdurre l’innovazione tecnologica nella didattica con l’uso dei tablet, per potenziare le opportunità di successo formativo tra ragazzi diversi per cultura e competenze, andando verso un modo di fare scuola sempre più impostato alla personalizzazione dei contenuti. La diffusione delle nuove tecnologie è una grande opportunità: insegnare agli alunni ad usarle in modo eticamente corretto e consapevole, è un’altra finalità dello stesso progetto. Infine l’utilizzo di spazi on line gratuiti quali Dropbox, Google Drive o altro consente al docente di comunicare con i propri alunni e con le famiglie, in modalità completa e personalizzata e favorisce lo scambio in tempo reale di materiali, per una didattica sempre più incisiva e immediata. Il progetto cl@sse 2.0 si propone, per le classi coinvolte, la costruzione di un ambiente di apprendimento che sia:

A) supportato dall’utilizzo della metodologia didattica 2.0 e dall’uso consapevole delle ICT

B) connesso alla rete in modo da fruire pienamente delle sue risorse e da consentire la comunicazione all’interno della comunità-classe e dalla comunità classe al resto della rete, secondo le modalità e le opportunità che il web 2.0 offre

C) costantemente presente sulla rete in modo da creare continuità fra il lavoro svolto in classe e quello domestico, fra la natura degli oggetti didattici utilizzati in presenza e quelli utilizzabili a distanza.

 

La programmazione della classe è integrata dalla metodologia 2.0, secondo quanto deliberato dal Collegio dei Docenti nella seduta del 08/09/2015 (verbale n. 59). In particolare, il Consiglio di Classe si impegna a progettare e realizzare, insieme agli alunni, un numero di moduli non inferiore a 2 per ciascuna disciplina, anche e preferibilmente in modalità interdisciplinare, nel corso dell’anno scolastico, secondo la metodologia 2.0 che prevede che gli alunni, ciascuno dotato di un computer o tablet pc connesso alla rete, e il docente, attraverso il portatile di classe e la lavagna interattiva e la stampante, possano:

 

1) Accedere ai contenuti testuali e multimediali della rete per integrare, ampliare, se è il caso supplire, i sussidi didattici ordinariamente utilizzati;

2) Partecipare alle attività didattiche laboratoriali che in modalità sincrona o asincrona le agenzie ministeriali, le organizzazioni no profit, le istituzioni didattiche straniere o altri soggetti promuovono in rete;

3) Sviluppare su siti, o nell’ambito di progetti che le prevedano, attività di simulazione;

4) Connettersi con comunità scolastiche straniere, stabilire partnership, progettare scambi di materiali, di esperienze e di conoscenze;

5) Lavorare in classe in rete didattica in modalità online e offline secondo le necessità e le opportunità didattiche;

6) Utilizzare la LIM come strumento di somministrazione di contenuti testuali e multimediali e di esercitazione individuale e cooperativa;

7) Dar vita ad uno spazio, un sito web, all’interno del quale verranno inseriti in modalità 2.0, quando opportuno, materiali e lavori della comunità nonché comunicazioni di rilevanza e urgenza;

8) Dar vita ad uno spazio di documentazione dell’esperienza gestito dagli alunni sotto la supervisione del docente coordinatore;

9) Costruire modalità di lavoro tramite gli strumenti informatici sia a scuola sia a casa;

10) Costruire, scambiarsi, utilizzare e pubblicare Learning Object fruibili online e offline;

11) Sviluppare altre attività di produzione e comunicazione multimediale, legate alle esperienze didattiche compiute in classe

 

Contesto

 

Gli studenti della nostra scuola hanno la caratteristica di essere dei “nativi digitali” con competenze informatiche differenziate e legate soprattutto all’uso dei nuovi dispositivi, maturate in contesti non formali. Senza il controllo e il supporto di un adulto, il processo di trasformazione delle informazioni ottenute con queste modalità in conoscenze personali, finisce quasi sempre per essere inefficace, privo di metodo. Occorre recuperare quindi queste competenze e indirizzarle per sviluppare forme di apprendimento solide e ben strutturate. Inoltre la nostra realtà scolastica si è aperta alla mondialità attraverso varie forme e progetti, valorizzando le differenze come fonte di ricchezza e non di discriminazione. Attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie si favorisce la circolazione di idee, di modi di essere, il confronto e il dialogo e si favorisce l’integrazione come cittadini consapevoli e attivi nella realtà locale. L’utilizzo di nuove tecnologie nella didattica consente anche di valorizzare ragazzi diversamente abili, progettando attività non frontali, interattive che possono essere proposte in classe con il coinvolgimento di tutti.

 

Definizione di Cl@sse 2.0

 

La trasformazione dell’ambiente e il potenziamento delle modalità e degli strumenti di apprendimento non altera gli obiettivi formativi del curricolo che restano quelli che ciascun docente autonomamente individua, nel confronto con il POF e con la programmazione dipartimentale, desumendoli dalle indicazioni nazionali. Potrà cambiare la tempistica all’interno dell’anno scolastico ma, dai saperi essenziali alle abilità, gli obiettivi restano quelli ordinariamente previsti anzi, scopo della sperimentazione cl@sse 2.0 è proprio quello di completare e implementare gli esiti raggiunti nell’ambiente tradizionale con quelli di un’azione in ambiente 2.0. Evidentemente laddove il lavoro in ambiente 2.0 prevedrà la produzione, da parte degli alunni, di attività od oggetti specifici ed ulteriori essi diverranno parte degli obiettivi della programmazione di classe e disciplinare.

Punti essenziali della programmazione 2.0 devono essere considerati:

a) La predisposizione fisica della classe 2.0;

b) La predisposizione dell’ambiente didattico 2.0;

c) Lo sviluppo della programmazione didattica nell’ambiente e con le risorse indicate;

d) La riflessione, a lezioni ultimate, sull’avvio dell’esperienza, la predisposizione di strumenti 2.0 di supporto per il recupero del debito, l’individuazione eventuale di temi di ricerca e riflessione sulle prospettive della programmazione futura e la documentazione nelle forme previste delle attività svolte.

e) I docenti, a loro volta, dovranno attivare alcune competenze minime che consentano loro di dialogare con i ragazzi sul piano informatico. I docenti meno esperti saranno supportati da quelli più esperti nello sperimentare alcune lezioni con l’utilizzo delle ICT in modo che tutto il Consiglio di Classe sia coinvolto. Inoltre si dovrà incentivare l’utilizzo della posta elettronica o di altri strumenti di comunicazione immediata per lo scambio di informazioni o di spazi on- line condivisi.

 

Dotazione

 

Attraverso l’introduzione di nuove apparecchiature si vuole ripensare radicalmente l’ambiente di apprendimento e modificare l’allestimento dell’aula a favore di setting che consentano, attraverso l’introduzione di postazioni di lavoro tecnologicamente avanzate, di superare la linearità e di abbattere la tradizionale disposizione che sottolinea la gerarchia dei ruoli docente-discente. I docenti, da erogatori di contenuti, diventano “tutor” costruttori di scaffolding, facilitatori di processi che integrano anche gli apprendimenti non formali acquisiti dagli alunni in ambienti esterni alla scuola. L’utilizzo “on demand” di tutte le apparecchiature tecnologiche presenti nell’ambiente di apprendimento, sposta l’attenzione dalle strumentazioni, le quali diventano “trasparenti”, al contesto che diventa ambiente sociale in grado di connettere le intelligenze multiple presenti nella classe. Tali intelligenze, operando in sinergia, diventano “intelligenza collettiva”.Gli alunni diventano protagonisti attivi di un processo di smontaggio e rimontaggio di informazioni attraverso un lavoro collaborativo facilitato dall’insegnante in cui la condivisione con i pari (peer to peer) diventa fondamentale per la costruzione della conoscenza. Il progetto C@ssi 2.0 mette a disposizione dei docenti e degli alunni un’aula in cui convivono strumenti tradizionali e nuove tecnologie: i libri non sono abbandonati, ma affiancati da notebook, tablet e smartphone. La dotazione informatica dell’aula della classe 2.0 così come risulta dall’inventario è composta da: 15 notebook, 15 tablet. Inoltre: 1 stampante, 1 fotocamera, 1 videocamera,1 tv 50 pollici, 1 proiettore su LIM, 1 LIM, 1 carrello contenitore di computer, 1 set di risponditori mimio: tutto il materiale, esclusi i computer e i tablet, e la LIM è in comune con l’altra classe.

 

 

Ambiente

 

Grazie agli studi di Vygotskij e di altri studiosi, si è affermata l’importanza del contesto e delle relazioni di scambio che in esso hanno luogo, per lo sviluppo cognitivo e globale della persona. L’ambiente di apprendimento da spaceinteso come lo spazio indefinito del possibile agire umano è diventato place, ovvero luogo esperito, spazio dell’esperienza. I nuovi scenari per l’apprendimento si sono arricchiti di una molteplicità ambienti che partendo dallo spazio fisico dell’aula si espandono attraverso ambienti virtuali quali software specifici o una piattaforma e-learning. Emerge sempre di più evidente, la dimensione sociale degli ambienti di apprendimento qualsiasi sia la forma che essi assumono. L’assunzione dell’ambiente di apprendimento come sistema sociale ha posto il focus sulle attività e sulle relazioni del soggetto affermando l’idea di un “situated learning”. L’ambiente di apprendimento Cl@ssi 2.0, caratterizzato dalla presenza di ICT consente di costruire percorsi didattici creativi e innovativi sfruttando simulazione virtuale, interazione, risorse personalizzate. Un ambiente di apprendimento diverso non più pensato per l’insegnamento, ma per l’apprendimento, in cui si superi la linearità, la linearità dei banchi, la linearità del libro di testo, la linearità del rapporto docente -studente; del docente che insegna, travasa il suo sapere e del discente che impara apprendendo nozioni. Un ambiente in cui gli studenti lavorano anche in gruppi cooperativi, avvalendosi degli strumenti tecnologici, della didattica con mappe concettuali e di quanto necessario per potenziare l’apprendimento con le nuove tecnologie.

 

Obiettivi trasversali:

 

Esiti attesi per gli studenti

1. Promuovere un uso consapevole e corretto delle nuove tecnologie per sviluppare nuove modalità di ricerca, di apprendimento e di organizzazione delle conoscenze.

2. Favorire la produzione di interventi individualizzati e percorsi didattici calibrati agli specifici bisogni degli studenti.

3. Sviluppare la capacità degli studenti di lavorare in gruppo e di collaborare tra loro e con gli insegnanti.

4. Rendere gli studenti consapevoli che le tecnologie possono diventare un ausilio per costruire le proprie conoscenze in modo autonomo e personale.

5. Promuovere la partecipazione, il coinvolgimento e la collaborazione delle famiglie.

 

Si ritiene di particolare importanza l'aspetto che riguarda la ricerca a causa dell’accettazione acritica nei confronti delle informazioni reperite in internet da parte dei ragazzi.

Si individuano quindi i seguenti obiettivi, ciascuno da inserire in ogni ambito disciplinare:

· avviare alla ricerca in internet con l’utilizzo di parole chiave opportune;

· comprendere criticamente i contenuti reperiti in rete;

· ricercare, confrontare e verificare la correttezza delle informazioni ricorrendo a fonti diverse;

· integrare tra loro le informazioni ricavate dalle diverse fonti;

· sintetizzare le informazioni trovate in uno schema, una mappa concettuale o in un testo discorsivo senza limitarsi al mero copia/incolla;

· collaborare con i compagni, imparando ad ascoltare ed a condividere le idee;

· sviluppare la capacità di progettare e realizzare un prodotto finale condiviso;

· utilizzare le tecnologie per presentare un argomento.

 

Esiti attesi per i docenti

· Conoscenza e utilizzo dei linguaggi tipici delle ICT;

· Conoscenza e utilizzo di setting tecnologici innovativi;

· Integrazione della didattica tradizionale con i nuovi linguaggi veicolati nelle ICT per un approccio più attivo che faciliti l’apprendimento personalizzato;

· Sviluppo di unità di apprendimento trasversali sotto forma di Teaching Objects, che stimolino a programmare in un’ottica di insegnamento in team;

· Abitudine alla valutazione degli esiti per mezzo dell’utilizzo delle nuove tecnologie, strumenti di misurazione dell’efficacia dell’intervento condotto:

 

Metodologia

 

· La metodologia 2.0 prevede che le relazioni (tra studenti e docenti, tra docenti e genitori) siano implementate grazie all’uso della tecnologia (mail, sito del Liceo, social network);

· Le lezioni e i compiti a casa si avvalgono di risorse open source disponibili sul web, e gli alunni vengono invitati a essere attivi protagonisti della ricerca e della organizzazione di fonti e materiali;

· I programmi e le verifiche tengono conto delle metodologie didattiche utilizzate, chiedendo agli alunni di produrre materiali digitali;

· La classe costruirà un proprio sito web, in cui inserire i prodotti realizzati.

 

 

Verifica e valutazione

 

Per favorire un processo di didattica partecipativa è necessario un forte coinvolgimento ed una forte motivazione di tutte le componenti scolastiche, in particolare dei genitori, che vengono sempre più coinvolti nel processo di crescita e formazione dei figli, e dei docenti che sempre più devono considerarsi non più come depositari di conoscenza ma come fautori di competenze finalizzate allo sviluppo della personalità di ciascuno, anche attraverso l’uso della tecnologia digitale.

In quest’ottica, spostarsi dalla conoscenza alla competenza determina nel docente la necessità di innovare il metodo di insegnamento e rinnovare costantemente la preparazione disciplinare, introducendo tra le fonti della conoscenza il web e le sue ramificazioni, mentre agli obiettivi didattici viene aggiunta la produzione di contenuti da diffondere in rete. La valorizzazione dell’apprendimento informale sarà assai importante e porterà nel tempo ad una revisione delle modalità valutative. Un aspetto qualificante del progetto è proprio presentato dalla possibilità di realizzare un nuovo sistema di verifica degli apprendimenti. L’uso delle nuove tecnologie permette di realizzare prove sia sotto forma di test online sia tramite produzioni multimediali a seguito di attività programmate dai docenti. La costante e metodica raccolta dei risultati degli apprendimenti, permetterà di valutare e validare con maggior efficacia la progettazione didattica. Gli insegnanti potranno collaborare, nei singoli consigli di classe, nella definizione di un modello di valutazione comune, scegliendo modalità e tempi per le verifiche degli apprendimenti. La certificazione delle competenze sarà più puntuale e basata su una valutazione che tenga conto della trasversalità delle materie. Il recupero degli studenti sarà facilitato dalla possibilità di accedere a risorse condivise costruite durante le attività in classe. I prodotti multimediali realizzati e pubblicati in rete costituiranno la documentazione del progetto e al tempo stesso dimostreranno in sede valutativa la padronanza raggiunta dagli studenti nei vari ambiti disciplinari: i linguaggi, i saperi, le logiche formali, i metodi, ecc. Le attività di valutazione saranno svolte soprattutto in itinere, mentre gli studenti lavorano per verificare la capacità di risolvere problemi, collaborare; in sede di valutazione finale per misurare l’efficacia di quanto realizzato e la corrispondenza con quanto programmato.

Progetto #caroamicoweb

SCHEDA PROGETTO #caroamicoweb

 

Sezione 1 - Descrittiva

1.1 Denominazione progetto

Indicare Codice e denominazione del progetto

#caroamicoweb –minori e nuovi media: progetto sperimentale finalizzato alla sensibilizzazione dei minori e delle famiglie all’uso responsabile del web

 

1.2 Coordinatore progetto

Cognome e nome; indirizzo e-mail

DI Benedetto Alessandro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

1.3 Obiettivi

Descrivere gli obiettivi misurabili che si intendono perseguire, i destinatari a cui si rivolge, le finalità e le metodologie utilizzate. Illustrare eventuali rapporti con altre istituzioni.

Obiettivi:

Il progetto è stato elaborato e presentato dal centro donna “George Sand” di Favara in associazione con tre  Istituti scolastici: l’Istituto Comprensivo “Bers. Urso-Mendola” con sede a Favara in un quartiere di particolare disagio, l’I.I.S.S. “E. Fermi”, di orientamento professionale, con sede in Aragona e il Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento, di orientamento umanistico. Si pone l’obiettivo di rispondere alle richieste di sostegno all’azione educativa che da diversi anni e da più parti arrivano al mondo delle scuole e delle ONLUS ed ha l’obiettivo specifico di focalizzare la sua azione sul problema del rapporto con il web fortemente presente tra fasce fragili come i preadolescenti e gli adolescenti per dare risposta all’emergente solitudine e fragilità dell’intero nucleo familiare. Il punto di riferimento nella definizione del progetto è la Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza approvata dalle Nazioni Unite nel 1989. L’approccio sui diritti configura i bambini e gli adolescenti come individui in grado di esprimersi e di attivare dinamiche autonome di crescita e di confronto con il contesto in cui vivono.  Questa è la lente attraverso cui vengono considerati anche i giovani utenti della rete, ossia come navigatori attivi, spinti da motivazioni, interessi, esigenze e bisogni propri, ma soprattutto, con un modo personale di sentire e di rispondere alle sollecitazioni che provengono dalla rete.

 

Destinatari:

quarte classi scuola primaria;

- seconde classi scuola secondaria di primo grado;

- seconde classi scuola secondaria di secondo grado;

 

Finalità:

 

1. Costruzione di una Rete di servizi vicini alla famiglia con istituzioni competenti: ASP (Distretto Sanitario di Agrigento, Neuropsichiatria Infantile, SERT, Metabolè),  Comuni, Distretto socio-sanitario, Scuole, Tribunale dei minori, organi di Polizia associazioni culturali, di genitori, di studenti, per individuare le strategie comuni di intervento  in funzione della prevenzione e della difesa dei ragazzi.

 

2. sensibilizzazione con un tour itinerante di cineforum  nelle scuole coinvolte e nell’associazione con ragazzi, genitori, insegnanti e operatori sociali.

 

3. azioni di formazione con dibattiti, seminari informativi più specifici per ragazzi, genitori, insegnanti e operatori sociali nei comuni e nelle scuole coinvolte per promuovere educazione socioaffettiva, alfabetizzazione informatica di genitori ed  educatori sviluppo di capacità critiche nell’utilizzo dei nuovi media,  ruolo di Internet e di altre nelle violenze sui bambini e nel loro sfruttamento.

 

4. laboratori sperimentali  di attività espressive, multimediali e teatrali per promuovere la partecipazione attiva dei ragazzi e la comunicazione e interazione fra adulti e giovani.

 

5. attività di prevenzione e creazione servizi vicini a famiglie ed educatori L’obiettivo è fornire, a genitori ed insegnanti, strumenti pratici ed indicatori con cui affrontare e gestire sia segnali di allarme di un uso ‘non normale’ del web, sia la problematica della pedopornografia online con i propri figli o con i propri studenti e concordare tra i soggetti deputati alla prevenzione  modalità e tempi di intervento rispetto ai casi a rischio segnalati. Presso il consultorio sarà creato uno specifico sportello di ascolto e uno sportello di supporto telefonico che potrà essere utilizzato da ragazzi, genitori ed educatori. 6. indagine sull’uso di Internet e del cellulare tra bambini, ragazze e ragazzi, con particolare attenzione ai social network.

In un EVENTO FINALE con tutti gli attori coinvolti saranno presentate le attività svolte nei laboratori sperimentali di attività espressive, teatrale e multimediali ei risultati dello screening.

 

Metodologie:

Incontri di formazione con le classi, somministrazione di questionari di rilevazione, produzione di un artefatto finale

 

1.4 Durata

Descrivere l'arco temporale nel quale il progetto si attua,  illustrare le fasi operative individuando le attività da svolgere in un anno finanziario separatamente da quelle da svolgere in un altro.

Dalla primavera 2018 fino al termine dell’anno solare:

Fase 1: Formazione degli operatori

Fase 2: somministrazione dei questionari

Fase 3 elaborazione dei risultati

Fase 4  incontri con i formatori e con lo psicologo

Fase 5 corso di formazione per docenti e genitori

Fase 6 preparazione degli elaborati multimediali

Fase 7 convegno finale e presentazione degli elaborati

 

 

 

1.5 - Risorse umane

Indicare i profili di riferimento dei docenti, dei non docenti e dei collaboratori esterni che si prevede di utilizzare. Indicare i nominativi delle persone che ricopriranno ruoli rilevanti. Separare le utilizzazioni per anno finanziario.

Coordinatore di Istituto

Dott.ssa Anna Maria Sermenghi

22 ore circa di attività di coordinamento

Unità di Personale Amministrativo

Sig.ra Nadia Marini

17 ore circa di attività amministrativa

Referente del progetto

Prof. Alessandro Di Benedetto

13 ore ca. di docenza;10 ore ca. di coordinamento

Docente educatrice nel settore della cittadinanza digitale

Prof.ssa Riolo Giovanna

13 ore ca. di docenza

Docente educatrice nel settore della cittadinanza digitale

Prof.ssa Lucia Carmela Ingorgia

13 ore ca. di docenza

Esperto Esterno "Psicologo"

Dott.ssa Vittoria Vullo

23 ore ca. di assistenza tutoriale

Unità di personale ATA per le azioni di supporto amministrativo

Sig.ra Stella Gattarello

5 ore ca. di attività di supporto amministrativo

 

 

 

1.6 - Beni e servizi

Indicare le risorse logistiche ed organizzative che si prevede di utilizzare per la realizzazione. Separare gli acquisti da effettuare per anno finanziario.

Dotazioni informatiche della scuola

Dotazioni Cl@ssi 2.0

Aula magna

 

Data __/__/__                                                                 IL COORDINATORE DEL PROGETTO